L' Abbandono
La povertà non va mai confusa con la miseria. Si può essere poveri anche possedendo beni e, al contrario, si può essere ricchi anche senza possedere nulla.
C’è anche chi, pur avendo molti possedimenti, ha deciso di divenire povero, lasciando ogni cosa che lo ostacolasse nel suo cammino verso Cristo. Prima di ogni altra cosa ha reso poverissimo il proprio ego, la smania di potere, di arrivismo e di carrierismo.
È molto facile dichiararsi poveri e umili e, al tempo stesso, nutrire ogni giorno, in ogni momento e in ogni azione, il proprio orgoglio umano e spirituale.
Cosa c’è di più funesto di un falso povero? Cosa c’è di più falso di chi non si accontenta mai di ciò che la vita gli ha donato?
Sempre a guardare avanti, verso una meta che si sposa sempre con il successo, con quella smania di apparire, di mettersi in mostra, per dimostrarsi sempre e comunque migliori di chiunque altro. Nel far vedere a tutti di essere il migliore, l’astro nascente, colui che in quello specifico settore stavamo attendendo in questa povera terra popolata da incapaci.
No, fratelli miei, non funziona così. Essere veri cristiani non è questo: questa non è la via stretta tracciata da Gesù, questa è la via larga che porta al precipizio eterno e alla perdizione spirituale.
Siccome queste parole fanno storcere il naso a molti, è bene dirle apertamente in questa odierna società del consumo, dove tutto è regolato dalla legge «Voglio tutto e subito». Al servizio di questa nuova legge, introdotta dagli uomini in questi ultimi decenni, ogni azione viene giustificata e ogni mezzo è considerato lecito pur di giungere al traguardo designato.
Perdiamo di vista, però, il fine ultimo della nostra esistenza: confondiamo i valori veri con quelli falsi, scambiamo l’oro con il rame, facciamo confusione.
Non esistono soltanto i beni materiali, ma esistono anche i beni spirituali, di cui ormai quasi nessuno parla né ricerca più, specialmente chi, come me, dovrebbe farlo.
Il bene più prezioso è la nostra anima e la sua salvezza, a cui ciascuno di noi dovrebbe aspirare. Se perdiamo di vista questo obiettivo, abbiamo perduto la nostra stessa esistenza e la nostra eternità.
Amare Dio sopra ogni cosa e non frapporre nulla tra Dio e noi. Gli esempi di vita dei santi, uomini come noi, che hanno compreso questa visione della vita e questa missione affidata a ciascuno di noi da Dio il giorno del nostro Battesimo.
In questa ottica, o meglio in questa logica, noi tutti siamo usciti nudi dal seno di nostra madre e, al termine della nostra vita, ritorneremo a Dio così come siamo venuti in questa vita: senza nulla, senza possedimenti, senza orgoglio o titoli nobiliari, né coppe, né medaglie o riconoscimenti.
Siamo nulla, solo un soffio di vento…
Pertanto a nulla giova affannarsi per alcuna cosa: come ha detto Gesù, questo è il fare dei pagani e non dei figli di Dio.
Porteremo con noi Amore se avremo amato Dio. Porteremo fumo se avremo amato ciò che il mondo e la vita di chi vive da pagano ci hanno offerto nel corso di questa esistenza.
Saremo lassù ciò che siamo stati qui.
Padre Ambrogio



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