L' Amore
L'amore è paziente, è benigno; l'amore non è invidioso, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio; 5 non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non si irrita, non serba rancore; 6 non gode dell'ingiustizia, ma si rallegra della verità; 7 tutto copre , tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. 8 L'amore non viene mai meno. Ma le profezie cesseranno, le lingue taceranno, la conoscenza scomparirà. 9 Infatti conosciamo in parte e profetizziamo in parte; 10 ma quando verrà ciò che è perfetto, ciò che è imperfetto scomparirà. 11 Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso di essere un bambino. 12 Ora vediamo come in uno specchio, in modo confuso; ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in parte, ma allora conoscerò pienamente, come anch'io sono stato pienamente conosciuto. 13 Ora dunque rimangono queste tre cose: fede, speranza e amore; ma la più grande di esse è l'amore."
In questo testo tratto dalla lettera ai Corinzi, san Paolo mette a fuoco il vero sentimento dell’Amore. I veri tratti di questo sentimento, purtroppo molto svilito negli ultimi anni, vengono esaltati in queste parole che non lasciano spazio a false interpretazioni.
Ieri come oggi abbiamo dirottato questo sentimento verso il puro materialismo, la gestualità esteriore, se non addirittura verso il degrado.
L’amore è tutto il contrario dell’ego: è vedersi nell’altro, è vedere nell’altro il meglio di ciò che non si riesce a raggiungere nel proprio essere, è il completamento interiore. È l’esaltazione del bene assoluto, di tutto ciò che esiste per la felicità in questo mondo, e chiude le porte alla paura, alla violenza e alla sopraffazione.
Se c’è Amore, c’è gioia e condivisione: si diviene un tutt’uno unendo il proprio sentimento e condividendo il proprio «nous» verso la comunione d’intenti e il proprio cuore nel rispetto reciproco.
Per questo l’uomo non è un essere perfetto: perché, pur avendo conosciuto l’Amore perfetto che è Cristo Gesù, il Figlio di Dio, non riesce ancora ad amare perfettamente il prossimo. In lui albergano indifferenza, sentimenti di diffidenza e ostilità, perché non ha raggiunto la piena conoscenza di Dio, né mentalmente, né con il cuore, né nello spirito.
L’uomo non ha conosciuto Dio perché non è ancora riuscito ad abbandonarsi in Lui. Se L’avesse conosciuto e, soprattutto, se Lo avesse sperimentato nella propria vita, saprebbe riconoscerLo nell’altro. Questo non accade e, pertanto, l’uomo guarda se stesso e diventa incapace di scorgere la parte che manca a se stesso per completarsi nell’altro.
La perfezione non è dell’uomo e quindi sembra che l’uomo sia condannato a vagare alla ricerca continua di questo amore. Alcuni lo cercano ed esso ha mille volti; altri sembrano di averlo trovato e poi si accorgono che svanisce come fumo, capendo che non era il vero amore; altri ancora donano la propria vita all’Amore supremo, certi che non perderanno mai nulla di ciò che è in questa vita, ma che anzi miglioreranno la propria esistenza.
L’Amore non è assolutismo: non è questo che Dio ci chiede, ma soltanto di porlo al primo posto, al vertice della nostra vita. È solo quando il nostro cuore diviene ricolmo di molte cose che distraggono, proprio in quell’istante, che perdiamo il vero scopo della nostra esistenza.
Dio è Amore pieno, cosa di cui noi tutti ci siamo volontariamente dimenticati.
Padre Ambrogio



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